- Nonostante siamo in un paese con crescita demografica ed economica molto vicina allo zero, si continuano a costruire nuove villette, palazzi, centri commerciali, capannoni industriali.
I giornali delle grandi società immobiliari offrono quotidianamente un’infinità di nuove costruzioni e non solo nelle periferie delle città, ma anche in piena campagna, sulle colline, alle pendici delle montagne, nelle vallate. In Europa il patrimonio immobiliare aumenta annualmente dell’1,5%.
Tutto questo costruire porta inevitabilmente ad un disboscamento e spianamento del territorio, trasformando irreversibilmente il paesaggio che conosciamo. E significa anche impiegare grandi quantità di materiali non riciclabili nella maggior parte dei casi, che non siamo in condizione di smaltire in modo ecologico.
Infine una casa nel verde o con un grande giardino, ha bisogno senz’altro di molta più manutenzione (un servizio di giardinaggio ad esempio) e a sua volta ci porta a consumare più energia di qualsiasi altra abitazione. Si consuma più energia, se la casa è in campagna e isolata, anche per i trasporti, per raggiungere il lavoro, per fare la spesa, per andare a scuola.
- Dopo questo preambolo è bene chiederci se non possano esistere soluzioni alternative che soddisfino le nostre esigenze in un modo meno oneroso e meno incisivo per l’ambiente, come per esempio la ristrutturazione di una casa già esistente, invece di creare spasmodicamente nuove costruzioni, nuove edificazioni.
Anche l’idea di abitare in una villetta a schiera , bi o trifamiliare sicuramente comporta più comfort abitativo, migliori collegamenti con il luogo di lavoro, rapporti con vicini e amici, più opportunità per i bambini di giocare insieme e tante altre comodità.
Ristrutturare una casa o un appartamento esistente fa parte di questo rispetto e, nell’obiettiva analisi dei nostri fabbisogni che faremo prima di cominciare a progettare, ricordiamoci di quello che disse J.F.Wilder: “Edilizia ecologica non significa rinunciare a qualcosa e pagare di più, al contrario significa alta qualità degli ambienti costruiti e alta qualità dell’abitare. Evitare gli sprechi non significa rinuncia, ma più razionalità e più economia.” - Chi comincia bene è già a metà dell’opera…
Per questo tipo di pianificazione e progettazione iniziale concettuale quindi, è fondamentale rivolgersi ad un architetto possibilmente che lavori con la Bioedilizia, non a un geometra perché magari è meno caro, o ad un ingegnere che non studia esattamente questo tipo di cose, ma che comunque ci sarà necessario per decidere le fondazioni e la parte strutturale. È come chiedere a un imbianchino di dipingerci la cappella Sistina, o ad una persona che sa costruire ponti, grattaceli, opere dai calcoli difficilissimi, il nostro capanno degli attrezzi. Sicuramente qualcuno ci riuscirebbe e lo farebbe pure, ma dobbiamo tenere sempre presente che non è il suo mestiere.
Non risparmiate mai sulla mano d’opera specializzata! Sappiate che assoldandola, nel tempo, nella salute e nel portafoglio, ci guadagnerete sempre. Un bravo muratore è sicuramente meglio di tre muratori improvvisati, un bravo idraulico saprà consigliare persino l’architetto più esperto, e invece di fare la cresta di pochi euro su un impianto scadente, guadagnerà per sempre la stima e la fiducia del committente e sicuramente non rimarrà mai senza lavoro.